Chiara, nata il 26 giugno 1996, è una massaggiatrice professionista specializzata in massaggi sportivi, terapeutici e trattamenti olistici. Il suo percorso nel mondo del benessere inizia nel 2013 con uno studio approfondito dell’anatomia, della muscolatura e delle principali tecniche di massaggio. Negli anni ha sviluppato una particolare sensibilità nell’ascolto del corpo, imparando a riconoscere le tensioni e a scioglierle per restituire alle persone una sensazione di libertà e leggerezza, sia fisica che mentale. Opera a Latina, dove ha creato uno spazio tranquillo e accogliente dedicato al benessere e alla cura personale, ricevendo su appuntamento. I suoi trattamenti sono personalizzati e rivolti a sportivi, professionisti e a chiunque desideri ritrovare equilibrio e armonia. Il massaggio sportivo e decontratturante rappresenta il fulcro del suo lavoro: si occupa di atleti e persone attive, offrendo massaggi pre-allenamento, ideali per preparare i muscoli e prevenire infortuni, e massaggi post-allenamento, che favoriscono il recupero, riducono l’affaticamento e aiutano il corpo a rigenerarsi. Accanto alla dimensione sportiva, Chiara integra tecniche rilassanti e olistiche come l’Ayurveda, il massaggio svedese, il linfodrenaggio, il trattamento cervicale, l’hot stone e il massaggio con oli essenziali. Ogni trattamento è un’esperienza unica, nata dall’ascolto e dalla relazione con la persona, mai standardizzata ma costruita su misura, nel rispetto del ritmo e delle necessità individuali. Per Chiara il benessere non si limita all’assenza di dolore, ma è uno stato di armonia profonda, una consapevolezza del proprio corpo e del proprio respiro. Attraverso le sue mani trasmette una filosofia che invita a prendersi cura di sé ogni giorno, con gesti semplici ma pieni di significato, capaci di trasformare il modo in cui ci si percepisce e si vive.
Cos’è per te l’arte?
Per me, l’arte è la voce dell’anima. Ognuno ha un modo diverso di esprimere ciò che sente dentro: c’è chi lo fa con la musica, con la scrittura, con il disegno. La mia anima parla attraverso il tocco e la cura verso l’altro. Nel massaggio, ogni gesto diventa un mezzo per comunicare presenza, ascolto e rispetto. È un’arte silenziosa, ma potentissima, capace di arrivare là dove le parole non bastano. Per me, massaggiare è un atto creativo, intuitivo e profondamente umano.
Cosa ti ha spinto a intraprendere il percorso nel mondo del massaggio e del benessere?
Il mio viaggio nell’arte del massaggio è iniziato molto presto, quando avevo appena 15 anni. Ricordo ancora con emozione quel momento in cui il mio insegnante, dopo una lezione, si avvicinò e mi disse: “Hai una bella mano, sei portata per questo. Hai un dono. Non smettere di studiare.” Quelle parole sono rimaste impresse nel mio cuore, e da allora ho scelto di seguire quella voce. Ho iniziato a studiare con passione e costanza, approfondendo le tecniche, la teoria, la pratica, la conoscenza del corpo umano in tutte le sue sfumature. Quello che mi guida ogni giorno è il desiderio profondo di aiutare le persone a stare meglio, a ritrovare connessione con sé stesse, a sciogliere tensioni e ritrovare il proprio centro. Vedere chi si affida a me uscire dal trattamento con un volto più disteso, con un respiro più ampio e uno sguardo più sereno, è la mia più grande soddisfazione. Questo non è solo un mestiere per me, è una vera e propria missione di vita.
In che modo riesci a creare una connessione autentica con le persone che si affidano a te?
Attraverso l’ascolto profondo, l’empatia e la presenza. Prima di ogni trattamento mi prendo sempre del tempo per capire come si sente la persona, cosa sta attraversando, di cosa ha davvero bisogno in quel momento. Durante il trattamento, non mi limito a eseguire manovre in modo meccanico: ogni gesto è un dialogo silenzioso, guidato dall’intenzione e da una profonda capacità di percezione. Sento il respiro che si fa più profondo, il corpo che lentamente si affida, le tensioni che si sciolgono. Una contrattura su una spalla, per esempio, spesso racconta molto più di un semplice movimento sbagliato: parla di pesi sostenuti, magari anche emotivi. La mia attenzione non si ferma solo al sintomo o al dolore, ma va oltre, cercando di accogliere la persona nella sua interezza: corpo, emozioni e vissuto.
Qual è la differenza più significativa tra un trattamento sportivo e uno olistico secondo la tua esperienza?
Il massaggio sportivo è un trattamento tecnico e mirato, pensato per chi pratica attività fisica in modo regolare o intensivo. È parte integrante della preparazione atletica: aiuta a prevenire infortuni, migliora le performance e accelera il recupero muscolare dopo lo sforzo. Lavora su muscoli specifici, tendini e articolazioni, con manovre decise e funzionali. Il massaggio olistico, invece, ha un approccio più ampio e profondo. Non si concentra solo sull’aspetto fisico, ma considera la persona nella sua totalità: corpo, mente, emozioni, energia. Secondo la mia esperienza, il corpo è come una spugna: assorbe tutto, comprese le emozioni che viviamo ogni giorno. Quando queste emozioni, soprattutto quelle negative o non espresse, si accumulano, possono creare veri e propri blocchi energetici che impediscono il libero fluire dell’energia vitale. Col tempo, questi blocchi si manifestano come tensioni fisiche, rigidità o dolore. Il trattamento olistico mira proprio a sciogliere questi nodi più sottili, facilitando un rilascio non solo muscolare, ma anche emotivo ed energetico, e aiutando la persona a ritrovare equilibrio e armonia interiore. Col tempo, il mio approccio al corpo si è trasformato profondamente. All’inizio tendevo a concentrarmi solo sull’aspetto fisico, muscolare, strutturale. Oggi, invece, vedo il corpo come un sistema intelligente e interconnesso, che non parla solo attraverso la tensione o il dolore, ma anche attraverso il respiro, la postura, l’energia. Ho imparato ad ascoltare di più e intervenire poi, a lavorare in modo più sottile, rispettoso e intuitivo, lasciando che sia il corpo stesso a guidarmi verso ciò di cui ha bisogno in quel momento.
Qual è l’aspetto più gratificante del tuo lavoro quotidiano?
Ciò che mi gratifica di più è assistere a quel momento in cui qualcosa si allenta: non solo una tensione muscolare, ma un peso più profondo, spesso emotivo. Quando la persona si alza dal lettino e mi guarda con occhi nuovi, più calmi, so che quel tocco ha fatto qualcosa di buono. Sapere di aver accompagnato qualcuno verso un po’ più di equilibrio, presenza o benessere, per me è il senso più profondo di questo lavoro.
C’è una tecnica o un tipo di massaggio che senti più affine alla tua personalità?
Mi sento profondamente connessa a due approcci molto diversi tra loro, ma entrambi rappresentano aspetti importanti di me. Da un lato, amo il massaggio sportivo perché è concreto, immediato, orientato al risultato. C’è una grande soddisfazione nel vedere un atleta affrontare un allenamento o una gara con più scioltezza, forza e consapevolezza dopo un trattamento. Mi piace preparare il corpo all’attività fisica, ma anche aiutarlo a recuperare e prevenire infortuni. Dall’altro lato, sono molto legata al massaggio ayurvedico, che sento affine alla mia parte più intuitiva e profonda. È un massaggio che lavora non solo sul corpo, ma anche sull’energia, sull’equilibrio delle energie vitali, sulla qualità del tocco e sull’intenzione. Attraverso questo tipo di trattamento, sento di poter accompagnare le persone in un viaggio di riequilibrio, centratura e benessere profondo.
Come prepari mentalmente e fisicamente il tuo spazio prima di ricevere un cliente?
Per me, lo spazio in cui accolgo è una vera estensione del mio modo di essere: dev’essere ordinato, pulito, armonioso. Un ambiente curato trasmette subito calma e fiducia, ed è importante che rispecchi la mia energia e il tipo di trattamento che offro. Prima di ogni incontro, metto in ordine la stanza con attenzione, accendo una candela e utilizzo del palo santo per armonizzare le energie presenti e creare un’atmosfera sacra, di rispetto e accoglienza. Poi, mi prendo qualche minuto per me: chiudo gli occhi, respiro profondamente e porto l’intenzione di essere presente, concentrata e completamente a disposizione della persona che sta per entrare. Questo piccolo rituale mi aiuta a centrarmi e ad entrare nello stato giusto per offrire un trattamento autentico e sentito.
Hai mai avuto un incontro o un’esperienza professionale che ha cambiato il tuo modo di intendere il benessere?
Una delle esperienze più significative è stata lavorare con persone che stavano attraversando momenti difficili della loro vita: lutti, stress, crisi personali o cambiamenti profondi. In quei trattamenti ho compreso, in modo ancora più chiaro, quanto il corpo trattenga tutto: emozioni, paure, silenzi, memorie. Mi ha colpito profondamente vedere come, anche senza bisogno di parole, il massaggio possa diventare uno strumento potente di conforto, sollievo e riconnessione. In quei momenti, il tocco giusto può essere come un abbraccio silenzioso, una forma di presenza che aiuta a sciogliere non solo le tensioni muscolari, ma anche quelle interiori. Da allora, ho capito quanto possa essere importante offrire questo tipo di sostegno: il benessere non è solo assenza di dolore, ma la possibilità di sentirsi accolti, visti, riconnessi. Per me, è diventato un vero e proprio ritorno a casa, dentro sé stessi.
In che modo la tua professione ti ha aiutata a conoscere meglio te stessa?
Questa professione mi ha insegnato tanto, prima di tutto su di me. Attraverso il corpo dell’altro ho imparato a sentire meglio anche il mio, ad ascoltarlo con più attenzione e rispetto. Ho imparato a conoscermi, a riconoscere le mie emozioni, a fidarmi del mio intuito e, soprattutto, a sentire senza assorbire ciò che non mi appartiene. Il contatto costante con le persone mi ha resa più empatica, ma anche più centrata. Ho capito che il corpo umano è un vero universo: complesso, unico, in continua trasformazione. Va compreso e rispettato non solo dal punto di vista anatomico, ma anche sul piano emotivo ed energetico. Ci sono momenti in cui è forte e altri in cui è fragile, e sta proprio lì la bellezza: nell’imparare ad accettarlo in tutte le sue sfumature, senza giudizio.
Qual è il messaggio che desideri trasmettere attraverso il tuo lavoro a chi si affida alle tue mani?
Il messaggio che desidero trasmettere è che il benessere non è un lusso, ma una necessità. Prendersi cura di sé – a livello fisico, mentale, emotivo ed energetico – è un atto di amore profondo e di rispetto verso la propria vita. Non siamo solo un corpo: siamo anche mente, siamo emozioni, siamo energia. E quando c’è uno squilibrio anche in una sola di queste parti, tutto il nostro sistema ne risente. Attraverso il mio lavoro, vorrei offrire uno spazio in cui le persone possano sentirsi ascoltate, accolte, riconnesse. Un momento in cui ricordare a sé stessi che fermarsi, respirare e sentire è possibile anche nei momenti più difficili. Ogni corpo, ogni storia, ogni anima merita attenzione, cura e gentilezza.
Descriviti in tre parole.
Solo tre? Ok, ci provo. Empatica, accogliente e intuitiva. E poi ci sono tutte le altre sfumature di me, che sto ancora imparando a conoscere, ad apprezzare e ad amare, un passo alla volta.






Grande, hai centrato perfettamente a che cosa seve un massaggio, non è soltanto una manipolazione del corpo e dei muscoli ,ma è anche la consapevolezza di aver dato benessere e nuova energia vitale, e per questo ti ringrazio cara