DANILO CALO’

DANILO CALO’

Danilo vive e lavora a Lecce ed è un artista che trova la propria forza nella tensione tra opposti. La sua ricerca si muove tra ordine e disordine, tra la necessità di controllo e il fascino del caos, in un equilibrio costantemente instabile che alimenta la sua creatività. Si descrive come bilanciato e instancabile, ma al tempo stesso esuberante e misantropo, guidato da uno sguardo capace di essere insieme attento e distratto. Il suo lavoro nasce da un amore profondo per il bello e da una curiosità irrefrenabile verso ciò che disturba, provoca e mette in discussione. I corpi rappresentano il centro della sua ossessione artistica: li osserva con attenzione quasi maniacale, per poi frammentarli e ricomporli in geometrie imperfette che diventano riflesso della complessità dell’essere umano.

Come nasce in te l’attrazione per la tensione tra ordine e disordine? C’è un momento specifico della tua vita che ti ha portato a esplorare questo contrasto?

L’attrazione nasce dal fatto che la vita stessa oscilla tra ordine e disordine. Nei momenti di cambiamento ho capito che il caos non è solo rottura, ma anche possibilità creativa. Da lì è diventato il cuore della mia ricerca artistica.

Quando lavori sui corpi, cosa cerchi di trasmettere attraverso la loro frammentazione e ricomposizione in geometrie imperfette?

Attraverso la frammentazione cerco di raccontare la fragilità e la complessità dell’essere umano. Nella ricomposizione in geometrie imperfette non c’è ricerca di perfezione, ma il tentativo di mostrare come dalle crepe possa nascere una nuova forma di armonia.

In che modo la tua visione “attenta e distratta” influisce sulla scelta dei soggetti o dei materiali nelle tue opere?

Essere ‘attento e distratto’ mi permette di cogliere dettagli che altri trascurano. Così scelgo soggetti e materiali che nascono dall’osservazione casuale, trasformando ciò che sembra insignificante in qualcosa di centrale nelle mie opere.

Come bilanci il bisogno di controllo con la seduzione del caos durante il processo creativo?

Il controllo mi dà struttura, il caos porta energia. Lavoro proprio nel punto in cui i due si incontrano: lì nascono le forme più sorprendenti.

Ci sono artisti, correnti o esperienze personali che hanno influenzato il tuo interesse per ciò che disturba o provoca?

L’arte è stata quasi sempre provocazione e spesso ha acceso l’interesse o le coscienze, però la corrente cui mi ispiro è, senza dubbio, quella cubista.

Hai mai sentito che la tua parte “misanthropica” o esuberante si rifletta direttamente nelle tue opere? In che modo?

In realtà le mie due parti litigano costantemente sulla tela: la misantropica vuole ordine e silenzio, l’esuberante sparge colore e confusione. Il risultato è un compromesso… artisticamente esplosivo!

Guardando al futuro, quali nuovi linguaggi o sperimentazioni vorresti esplorare nella tua ricerca artistica?

Voglio spingere i confini della ceramica, frammentando e ricomponendo forme per trasformare materiali tradizionali in esperienze visive sorprendenti.

Descriviti in tre colori.

Giallo ocra per la terra e la concretezza, rosso per l’energia e la passione, e nero per le zone d’ombra e la profondità dei pensieri.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *