DAVIDE MANGIONE

DAVIDE MANGIONE

Davide è cantautore, musicista, illustratore, pittore e scrittore. Ha studiato canto leggero, chitarra classica e acustica presso scuole private con insegnanti del Conservatorio di Matera, collaborando nel tempo con diverse realtà musicali nazionali e pugliesi. Nel 2010 ha presentato alla stampa il primo album con il gruppo “DivinaeLaude”, accompagnato dal videoclip del singolo Malessere, promosso anche a livello nazionale. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di poesie L’ombra dei sogni con “Il Grillo Editore” e, nello stesso anno, il suo primo EP da solista Tra i baci degli arrivederci, dal quale sono stati tratti due videoclip, uno dei quali inserito nel film Il cielo non cade di Domenico Laddaga. Nel 2015 ha inciso l’album La ruota panoramica, presentato alla Mediateca Regionale Pugliese, mentre nel 2017 ha pubblicato il videoclip del singolo RoseMary con il patrocinio di “Puglia Sounds” e “Teatro Pubblico Pugliese”. Ha condiviso il palco con artisti come Dimartino, Gianluca Grignani, Fabrizio Cammarata e Andrea Poggio, ed è presente come collaboratore nel brano Exuvia di Caparezza. Il suo ultimo lavoro discografico è l’album Canzoni Quasi d’Amore, registrato con la collaborazione al mastering di Giovanni Versari. La sua attività artistica non si limita alla musica: si dedica infatti anche alla pittura, all’illustrazione, alla grafica e alla scrittura. Ha insegnato Pittura come cultore della materia all’Accademia di Belle Arti di Bari e attualmente insegna Arte nella scuola secondaria. Ha realizzato opere pubbliche come la panchina del progetto “Talking Benches” sul lungomare di Bari, la “Panchina Rosa” donata al paese di Gravina in Puglia come simbolo di solidarietà, e il murale La Madonna della Stella all’interno del progetto “Street Art – La città invisibile”. È autore di illustrazioni per romanzi, raccolte di poesie e fiabe, oltre che di libri come La morte delle Ninfee, ispirato al pensiero di Serge Latouche, presentato al festival delle “Cento Scale” di Potenza, e Fiabe raccontate da raccontare, realizzato con il sostegno del MiBAC e della SIAE. Ha esposto in mostre personali quali Gli amanti, Non lasciarmi e La Buona Novella, liberamente ispirata al celebre concept album di Fabrizio De André.

Cosa sono per te l’arte e la musica?

L’arte per me è sempre stata la ragione della mia vita. Non ho memoria di me che non abbia mai pensato o fatto arte, consapevolmente o inconsapevolmente. È come chiedere a qualcuno del perché respiri e di spiegarlo. Per me L’arte è questo.

Quale forma espressiva senti più vicina a te tra musica, pittura, scrittura e illustrazione?

In verità riescono a viaggiare tutte allo stesso modo e neanche tanto parallelamente. Una forma artistica influenza l’altra e viceversa. Sono linguaggi artistici che esprimono in diverse forme il mio pensiero o una mia ispirazione.

Come riesci a far dialogare linguaggi diversi nella tua ricerca artistica?

e varie forme artistiche riescono a dialogare perfettamente tra di loro con le mie idee. Quando sviluppo un’idea o ne sono particolarmente ispirato la mia mente ne elabora tutte le sfaccettature artistiche che possano rappresentare al meglio questa idea. È come avere nella mente un flusso continuo che abbia più voci e più espressioni che si completano e che possano vivere anche autonomamente, come affluenti di tanti fiumi che si ricongiungono al grande mare dell’arte.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di collaborazione con Caparezza e altri artisti di rilievo nazionale?

‘esperienza con Caparezza è stata molto divertente e costruttiva. Ho sempre stimato e apprezzato tutto il suo lavoro e quello della band. Sentire la propria voce in un brano del suo album ha qualcosa di curioso. L’esperienza con altri artisti di rilievo nazionale sicuramente è il confronto artistico e umano. La curiosità nelle parti più tecniche di un’esibizione e di una performance.

In che modo le tue poesie e i tuoi libri illustrati si intrecciano con la tua produzione musicale?

o inciso il mio primo ep da solista grazie ad una pubblicazione di una mia raccolta di poesie. I libri illustrati evocano un mondo onirico di cui parlo anche nei miei brani. Penso che le varie produzioni si influenzano a vicenda contaminando tra loro.

Cosa significa per te realizzare opere pubbliche come panchine e murales che entrano nella vita quotidiana delle persone?

Realizzare un’opera pubblica che possa rimanere ad una comunità facendone parte è qualcosa che mi commuove estremamente. È una responsabilità molto grande che gratifica. È meraviglioso quando l’opera viene ammirata e presa come punto di riferimento dalle nuovissime generazioni, creando nuovi scenari e ispirazioni in loro. Di tutto questo ne sono grato.

Quale progetto tra quelli realizzati consideri più rappresentativo della tua identità artistica?

In tutta sincerità non ho un progetto che sia più rappresentativo per la mia identità artistica. Ogni lavoro è stato un passo importante per la mia crescita, che mi ha arricchito.

Che ruolo hanno la memoria e le emozioni personali nella costruzione delle tue opere?

Sicuramente sono il fulcro centrale di tutti i miei lavori e tutti i miei lavori mi identificano. Attraverso il filtraggio di una lettura o di una ricerca o di una nuova espressione artistica c’è sempre quella parte di me che attinge alla mia memoria e alle mie emozioni personali.

Quali nuove direzioni vorresti esplorare in futuro, sia in musica che nelle arti visive?

Non mi è mai piaciuto ripetermi o identificarmi in un genere ben preciso. Un etichetta di cui andarne fiero. Non ho mai scelto quella strada. Sarà qualcosa di nuovo ma sicuramente di diverso, anche per una singola sfumatura, una parola o una frase, una nota in più o in meno.

Descriviti in tre parole.

Creativo, sognatore, romantico.

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