Eleonora, nata il 14 luglio 1995 in Sardegna, è un’artista che ha fatto dell’espressione visiva la sua forma più autentica di comunicazione. Fin dall’infanzia mostra una naturale inclinazione per l’arte, che coltiva e consolida diplomandosi all’Istituto d’Arte in Grafica Pubblicitaria e ottenendo la qualifica di Maestro d’Arte. Pur avendo la possibilità di proseguire gli studi accademici, sceglie di seguire una strada diversa, dedicando la propria vita ai viaggi e alla scoperta del mondo, esperienze che arricchiscono profondamente la sua visione artistica. Per Eleonora, l’arte è vita pura: un linguaggio che permette di tradurre in immagini ciò che le parole non riescono a esprimere. I suoi dipinti sono un vortice di emozioni, un dialogo silenzioso con l’osservatore, capace di evocare sensazioni profonde e intime. L’oro, colore che ricorre spesso nelle sue opere, rappresenta per lei una fonte di benessere, energia e forza, un simbolo di luce e rinascita. Un tratto distintivo della sua produzione è la firma al contrario: le sue iniziali, rovesciate e lette da destra a sinistra, diventano parte integrante della composizione, un segno di riconoscimento e al tempo stesso un gesto di originalità. Ogni suo dipinto racconta una storia, racchiude un frammento di sé e del suo percorso umano e creativo. Il desiderio che guida la sua arte è quello di vedere le proprie opere trovare un luogo nel mondo, una casa e un’anima che sappia accoglierle e amarle così come lei le ha create.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è vita, libertà. È il modo in cui riesco a esprimere ciò che ho dentro, specialmente quello che le parole non riescono a spiegare. Non si tratta solo di ‘catturare’ le emozioni con colori e disegni, ma di trasformare quell’energia interiore in qualcosa di tangibile che possa resistere al tempo e continuare a dialogare in silenzio con chi guarda.
Come nasce l’idea di un’opera come questa e qual è stato il punto di partenza del tuo processo creativo?
Principalmente non nasce da qualcosa che vedo ma da qualcosa che sento. Dall’energia che ho dentro, sentimenti ed emozione. Voglio che l’osservatore senta l’emozione e la forza attraverso i miei dipinti.
In che modo la scelta dei colori e delle forme contribuisce al messaggio complessivo del lavoro?
Per quanto riguarda la scelta dei colori, utilizzo molto il colore oro, non solo per estetica, ma come simbolo di forza interiore, di rinascita e prosperità spirituale. Per me è un colore sacro; è il punto di luce che stabilizza l’emozione che sto cercando di comunicare.
Ti ispiri a esperienze personali o lasci che l’immaginazione guidi completamente la mano?
Le mie fonti di ispirazione sono il mio passato, ma soprattutto la mia evoluzione personale e tutto ciò che di nuovo sto vivendo e provando. Penso che la complessità della mente di un artista sia qualcosa di molto difficile da spiegare appieno.
Quanto è importante per te il simbolismo nei tuoi lavori?
Il simbolismo per mè è cruciale, anche i dettagli apparentemente marginali portano significato;come per esempio la mia scelta di firmare al contrario, (nelle mie opere trovarai le iniziali del mio nome e cognome al contrario).
L’opera nasce da un progetto più ampio o è un pezzo unico con una storia autonoma?
Tutta la mia produzione è composta esclusivamente da pezzi unici.
Che tipo di tecniche o materiali hai utilizzato e come li hai scelti?
Potreste trovare alcuni miei dipinti o ricoperti di resina come se io volessi sigillare e custodire per sempre questo ricordo, sensazione,oppure realizzati con la pasta madre per dare una bella texture e rilievo alle opere. Spesso ricopro o sigillo le mie opere con la resina. La scelgo perché simboleggia il mio desiderio di ‘cristallizzare’ e custodire per sempre quel ricordo o quell’emozione che mi ha spinto a dipingere. È un atto di conservazione eterna. E poi utilizzo la pasta madre per creare una texture e un rilievo significativi. La pasta madre, con il suo elemento vivo e la sua capacità di trasformarsi, adoro molto l’effetto texture.
Quale pensi debba essere il ruolo dell’artista nella società contemporanea?
l’artista deve essere il custode dell’emozione. Il nostro ruolo è ricordare alle persone che l’emozione pura è ancora valida e necessaria; dobbiamo creare spazi dove l’osservatore possa fermarsi, sentire ciò che ha dentro e connettersi con la propria energia più vera, soprattutto quella di risvegliare il proprio bambino interiore, quella parte di noi che sa ancora meravigliarsi e sentire senza filtri.
C’è un messaggio o un’emozione che speri resti nel pubblico dopo aver osservato quest’opera?
Il mio desiderio più grande è che le mie opere possano trasmettere pace, un senso di quiete e forza interiore e la voglia di sognare. Se riesco a far sentire anche solo per un istante la stessa energia che mi ha spinto a creare, allora ho raggiunto il mio obiettivo. Spero che i miei dipinti trovino una casa, una parete in cui possano essere osservati e amati quanto possa amarli io.
Descriviti in tre colori.
Oro, Arancione e Marrone.







