Lorenzo è un batterista professionista che dal 2008 unisce l’attività live e in studio con una solida esperienza didattica. Ha iniziato la sua formazione a Bari presso la scuola Il Pentagramma, per poi proseguire al Conservatorio Piccinni, dove ha approfondito la batteria jazz sotto la guida di Enzo Zirilli. Nel corso degli anni ha partecipato a masterclass con grandi nomi della batteria, arricchendo il proprio linguaggio musicale con influenze e tecniche diverse. Dal 2022 al 2025 è stato batterista di Davide De Marinis, esperienza che gli ha permesso di consolidare la sua versatilità e presenza scenica. Parallelamente ha collaborato con la Nikolaus Production in ambito teatrale e ha preso parte a progetti musicali come Ozionà e BariBanda Tony Quadrello. Alla passione per la performance affianca quella per l’insegnamento, dedicandosi con entusiasmo a workshop e lezioni, con l’obiettivo di trasmettere competenze tecniche ma anche amore autentico per la musica.
Cos’è per te la batteria?
Per me la batteria è un muscolo involontario chiamato cuore che non deve mai smettere di battere e che pulsando produce ritmo che scorre nelle mie vene.
Quali sono stati gli insegnamenti più preziosi che hai ricevuto durante la tua formazione al Conservatorio Piccinni?
La conoscenza di tutto ció che riguarda la musica e la funzione ben precisa di ogni strumento che suona con te, non è una cosa scontata, perchè fare il batterista è un lavoro ed essere utili e a servizio della musica è molto difficile.
In che modo le masterclass con grandi batteristi hanno influenzato il tuo stile personale?
Le Masterclass con i grandi batteristi non hanno influenzato il mio stile personale, piuttosto è importante sapere che alle masterclass dei grandi batteristi bisogna prendere spunto da ció che fanno per poi cercare di riprodurre tutto in base al proprio linguaggio.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza come batterista di Davide De Marinis, sia sul piano musicale che umano?
L’esperienza con Davide De Marinis sul piano musicale ha aumentato tanto la Mia soglia di concentrazione ci ho suonato 2 giorni fà, il (16/8/2025 scrivo la data perché mi piacerebbe ricordare questa data casomai questa intervista potesse essere letta anche fra 10 anni), seguire il click, mettere il colpo giusto al momento giusto, essere a servizio dell’artista e la professionalità che mostri sul palco con i tuoi colleghi, mentre dal lato umano ho imparato ad avere tanta pazienza e a rispettare al massimo il pubblico… un aneddoto che capita sempre è: dopo il live andiamo tutti a cena e tanta gente ama farsi le foto con l’artista o con gli elementi della Band e ti rendi conto della gente che mostra il massimo del loro entusiasmo nel volerti conoscere, scambiare due chiacchiere, questa è una sensazione bellissima.
Come vivi la differenza tra suonare in studio di registrazione e l’energia del palco durante i live?
Registrare in studio è un momento in cui hai bisogno della massima concentrazione affinchè ogni colpo, ogni nota abbia sempre lo stesso suono e si lavora anche lì molto di squadra… si cerca nei limiti del possibile in primis di far stancare meno possibile il fonico in regia, e poi è bello l’aspetto creativo in studio perchè devi avere anche inventiva nel suonare un fill ad esempio che sia utile e adatto al brano, mentre il live hai la Stessa soglia di concentrazione dello studio ma puoi cercare di sbilanciarti un pó di più e poi il pubblico ti da sempre una carica pazzesca specialmente quello più attivo.
Quale approccio utilizzi nella didattica per trasmettere ai tuoi allievi non solo tecnica ma anche passione per la musica?
Nella didattica parlo semplicemente di amore per questo strumento, nel far capire ai giovani che è davvero il lavoro piu bello del mondo e che la musica è una cosa naturale che fa parte della nostra vita. Poi iniziamo con la tecnica e i vari esercizi.
Ci sono generi o progetti futuri nei quali ti piacerebbe metterti alla prova come musicista?
In futuro mi piacerebbe incidere un disco a nome mio invitando tutti i musicisti che mi hanno accompagnato nel mio percorso e strano ma vero nel mio disco mi piacerebbe far suonare un brano a chi mi ha insegnato a vivere la musica a 360 gradi nonchè il mio maestro e amico Pierluigi Villani che mi ha insegnato a dare un valore alla musica.





