L’arte durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro rappresenta una delle fasi più affascinanti della storia umana, segnando il passaggio dalle prime civiltà agricole a società sempre più complesse, strutturate e interconnesse. L’Età del Bronzo, che in Europa si sviluppa approssimativamente tra il 3300 e il 1200 a.C., prende il nome dall’uso diffuso del bronzo, una lega di rame e stagno, per la fabbricazione di armi, utensili e oggetti decorativi. Questo nuovo materiale, più resistente della pietra e del rame, permise non solo progressi tecnologici, ma anche un notevole sviluppo delle arti applicate. Le comunità del tempo produssero raffinati manufatti in metallo come pugnali, spade, elmi e fibule, spesso decorati con motivi geometrici o simbolici, e utilizzati sia per scopi pratici sia come oggetti di prestigio sociale e politico. L’arte dell’Età del Bronzo è strettamente legata al contesto funerario e religioso. In molte culture europee, come quelle della civiltà di Únětice in Europa centrale o della cultura nuragica in Sardegna, si svilupparono grandi complessi megalitici, tombe monumentali e statue antropomorfe. In Sardegna, ad esempio, le statue dei cosiddetti Giganti di Mont’e Prama, datate tra il IX e l’VIII secolo a.C., rappresentano una delle testimonianze scultoree più enigmatiche e monumentali del Mediterraneo preclassico. Anche le incisioni rupestri, come quelle della Val Camonica in Italia, continuano a essere realizzate, raffigurando scene di caccia, figure umane, animali e simboli che probabilmente avevano significati religiosi o cosmologici. Parallelamente, nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo orientale, fioriscono civiltà come quella micenea e minoica, le cui arti applicate e architettura influenzeranno profondamente i popoli europei. Gli affreschi minoici di Cnosso, datati intorno al 1600-1400 a.C., mostrano scene vivaci di vita quotidiana, paesaggi naturali e rituali religiosi, rivelando un’attenzione al colore e al movimento che anticipa la sensibilità artistica dell’età classica. Nello stesso periodo, l’arte micenea si caratterizza per la lavorazione dell’oro, come testimonia la celebre maschera funeraria di Agamennone scoperta a Micene, datata al XVI secolo a.C. Con l’avvento dell’Età del Ferro, intorno al 1200 a.C. in Anatolia e gradualmente in Europa tra il XII e l’VIII secolo a.C., la scoperta e la lavorazione del ferro rivoluzionarono ulteriormente le tecniche artigianali. Il ferro, più abbondante e meno costoso dello stagno, rese le armi e gli strumenti più durevoli e accessibili, favorendo una diffusione più ampia degli oggetti in metallo. Questo periodo vede la nascita e l’espansione di culture artistiche complesse, come quella di Hallstatt (VIII-V secolo a.C.) e di La Tène (V-I secolo a.C.), tipiche dell’Europa celtica. L’arte di questi popoli si caratterizza per la lavorazione del metallo a scopi ornamentali, con motivi curvilinei, spirali e figure stilizzate, spesso applicati su armi, scudi, gioielli e ceramiche. Un aspetto importante dell’arte dell’Età del Ferro è la crescente importanza della decorazione personale e dell’ostentazione del potere. Fibule in bronzo e ferro, torques in oro e argento, elmi decorati e scudi cerimoniali diventano veri e propri simboli di rango. Questi oggetti non erano soltanto funzionali, ma avevano un forte valore simbolico, legato all’identità tribale, al prestigio guerriero e alle credenze religiose. Sul piano architettonico, l’Età del Ferro vide l’evoluzione delle fortificazioni e degli insediamenti stabili. In Italia, le popolazioni etrusche produssero importanti opere d’arte funeraria, come le tombe dipinte di Tarquinia e Cerveteri, che raffigurano banchetti, danze e scene mitologiche, offrendo uno spaccato della vita e delle credenze del tempo. Allo stesso modo, in Grecia, il periodo geometrico (IX-VIII secolo a.C.) preparò il terreno per lo sviluppo dell’arte arcaica, con ceramiche decorate da motivi geometrici e figure stilizzate, spesso legate a rituali funebri. Tra le curiosità legate a questi periodi vi è il fatto che molte tecniche artistiche e decorative sviluppate nell’Età del Bronzo sopravvissero nel tempo e furono adattate ai nuovi materiali dell’Età del Ferro. Alcuni manufatti, come i calderoni in bronzo, continuarono a essere realizzati e usati nei banchetti cerimoniali, testimonianza di una continuità culturale tra le due epoche. Inoltre, i contatti commerciali tra popoli lontani portarono a scambi di stili e tecniche: l’avorio, proveniente dall’Africa o dal Medio Oriente, fu lavorato in Europa centrale; il vetro, prodotto in Fenicia, arrivava fino alle isole britanniche; le ambre del Baltico raggiungevano il Mediterraneo. L’arte dell’Età del Bronzo e del Ferro, quindi, non è soltanto una questione di materiali e tecniche, ma racconta una storia di innovazione, contatti culturali e trasformazioni sociali. Riflette la crescente complessità delle comunità umane, il loro bisogno di rappresentare il potere, la spiritualità e l’identità collettiva, ponendo le basi per le grandi civiltà storiche che avrebbero plasmato il mondo antico.
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CRONACHE D’ARTE – IL BRONZO E IL FERRO


