L’arte dell’antichità copre un arco di tempo vastissimo, che si estende indicativamente dal IV millennio a.C. fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d.C., comprendendo civiltà tra loro profondamente diverse, ma accomunate dall’uso dell’arte come strumento di comunicazione, potere e religione. Già nell’antico Egitto, intorno al 3100 a.C., la nascita della scrittura geroglifica coincise con una fioritura artistica senza precedenti, in cui pitture parietali, rilievi e sculture monumentali non avevano una funzione puramente decorativa, ma si inserivano in un sistema simbolico legato alla religione e all’aldilà. Le piramidi di Giza, costruite tra il 2580 e il 2510 a.C., rimangono tra le testimonianze più imponenti di quest’epoca, frutto di una straordinaria ingegneria e di un raffinato gusto estetico volto a celebrare il potere divino dei faraoni. In Mesopotamia, tra il 3500 e il 539 a.C., le civiltà sumera, assira e babilonese svilupparono un’arte caratterizzata da rilievi narrativi e architetture colossali come le ziqqurat, templi a gradoni che univano funzioni religiose e simboliche. Celebre è la Stele di Hammurabi, datata al XVIII secolo a.C., che non solo contiene uno dei primi codici legislativi scritti, ma si configura come un’opera d’arte in cui la figura del sovrano è ritratta in dialogo con il dio della giustizia Shamash. Questi manufatti non erano concepiti come oggetti autonomi, ma come parte integrante di un sistema politico e religioso in cui l’immagine rafforzava il potere. Il mondo greco, a partire dall’VIII secolo a.C., segnò una svolta con l’affermazione dell’uomo come misura di tutte le cose. Le sculture arcaiche, come i kouroi e le korai, rappresentavano figure umane idealizzate, mentre dal V secolo a.C. artisti come Fidia portarono la rappresentazione del corpo umano a un livello di perfezione anatomica e armonia senza precedenti. L’architettura sviluppò ordini ben distinti, come il dorico, lo ionico e il corinzio, che ancora oggi costituiscono il linguaggio base di molti edifici pubblici. Le opere della Grecia classica non erano semplicemente frutto di virtuosismo tecnico, ma incarnavano ideali filosofici legati alla bellezza, alla proporzione e alla ricerca dell’ordine, come dimostra il Partenone di Atene, completato nel 432 a.C., dedicato alla dea Atena e simbolo della potenza ateniese. Parallelamente, la civiltà romana, nata ufficialmente con la fondazione di Roma nel 753 a.C., assimilò e reinterpretò le influenze etrusche e greche, sviluppando un’arte fortemente legata alla propaganda imperiale. Tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., opere come l’Ara Pacis e la Colonna Traiana dimostrarono un’abilità unica nella narrazione visiva e nella celebrazione del potere politico. L’architettura romana, con innovazioni come l’arco, la volta e la cupola, permise la costruzione di edifici monumentali come il Colosseo (70-80 d.C.) e il Pantheon (ricostruito nel 118-125 d.C.), capolavori di ingegneria e simboli di dominio imperiale. L’uso estensivo del mosaico e dell’affresco nelle domus e nelle ville testimoniava anche una dimensione più privata dell’arte, legata alla vita quotidiana e alla decorazione degli spazi abitativi. L’arte antica non fu solo espressione delle grandi civiltà del Mediterraneo. In India, già dal III secolo a.C., la dinastia Maurya realizzò monumenti come la colonna di Ashoka, scolpita in arenaria levigata e decorata con capitelli a forma di animali, simboli di autorità e valori morali. In Cina, la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.) consolidò una tradizione artistica che univa pittura, scultura in bronzo e ceramica, con celebri testimonianze come l’Esercito di Terracotta, realizzato attorno al 210 a.C. per proteggere nell’aldilà l’imperatore Qin Shi Huang. Curiosamente, molte di queste culture, pur non avendo contatti diretti, svilupparono un linguaggio simbolico simile nell’uso dell’arte come mezzo di potere e come ponte tra il mondo terreno e quello spirituale. Le rotte commerciali, come la Via della Seta, attive già dal II secolo a.C., contribuirono alla diffusione di stili, motivi e tecniche, dimostrando che l’arte dell’antichità era anche frutto di scambi culturali e contaminazioni. Questo intreccio di influenze ha lasciato un’eredità che ancora oggi permea l’arte e l’architettura contemporanea, facendoci percepire l’antichità non come un’epoca lontana, ma come un terreno comune su cui si è costruita gran parte della nostra identità visiva.
Posted inBLOG
CRONACHE D’ARTE – L’ARTE DELL’ANTICHITA’


