L’età moderna, compresa tra la fine del XV secolo e la fine del XVIII secolo, è un periodo di profonde trasformazioni politiche, sociali, economiche e culturali che hanno inevitabilmente influenzato l’arte. L’inizio di questa fase storica viene spesso fatto coincidere con la scoperta dell’America nel 1492 da parte di Cristoforo Colombo, evento che apre l’Europa a nuove rotte commerciali e culturali, mentre il termine è segnato dalla Rivoluzione francese del 1789, che inaugura l’epoca contemporanea. L’arte di questo periodo si sviluppa in un contesto di grandi scoperte geografiche, rivoluzioni scientifiche e mutamenti religiosi, come la Riforma protestante di Martin Lutero (1517) e la successiva Controriforma cattolica, che avranno un forte impatto anche sulle forme espressive. Nel XVI secolo, dopo la fioritura rinascimentale, si affermano nuove tendenze artistiche che mostrano una maggiore complessità e tensione espressiva. In Italia e in Europa si diffonde il Manierismo, caratterizzato da eleganza formale, proporzioni volutamente alterate e un uso sapiente di colori e luci. Artisti come Jacopo Pontormo, Rosso Fiorentino e Parmigianino creano opere in cui l’armonia classica del Rinascimento lascia spazio a composizioni più dinamiche e talvolta enigmatiche. Nel frattempo, il Nord Europa vede la fioritura della pittura fiamminga, con maestri come Pieter Bruegel il Vecchio, capace di raccontare la vita quotidiana e i paesaggi con dettagli minuziosi e un forte senso narrativo. Il XVII secolo è dominato dal Barocco, un linguaggio artistico nato a Roma e poi diffusosi in tutta Europa e nelle colonie, favorito dalla Chiesa cattolica come strumento di persuasione e meraviglia durante la Controriforma. Il Barocco si distingue per il suo uso teatrale della luce, per le composizioni grandiose e per la capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Artisti come Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini trasformano l’architettura sacra in spettacoli scenografici di marmo e stucco, mentre pittori come Caravaggio rivoluzionano la rappresentazione con il chiaroscuro drammatico e la crudezza realistica delle figure. In Spagna, Diego Velázquez si afferma come uno dei grandi maestri del secolo, mentre nelle Fiandre Peter Paul Rubens incarna lo splendore e la vitalità barocca. Accanto al Barocco si sviluppa, soprattutto in Francia, uno stile più razionale e controllato: il Classicismo. Artisti come Nicolas Poussin e Claude Lorrain propongono un’arte ispirata all’antichità classica e alle regole dell’armonia, in linea con la cultura accademica e con l’ideale di ordine e misura che caratterizza la corte di Luigi XIV, il Re Sole. Versailles, completata nel tardo Seicento, diventa il simbolo del potere assoluto e della magnificenza artistica di questo periodo. Nel XVIII secolo il Barocco evolve verso il Rococò, uno stile più leggero, intimo e decorativo, legato alla vita aristocratica e ai salotti dell’alta società europea. Francia, Austria e Germania diventano centri di questo linguaggio, con artisti come François Boucher, Jean-Honoré Fragonard e Giovanni Battista Tiepolo, che creano scene galanti, mitologiche e pastorali intrise di grazia e sensualità. Parallelamente, l’Illuminismo porta una nuova attenzione alla ragione, alla scienza e all’educazione, influenzando anche le arti visive, che iniziano a trattare temi più morali e razionali. Verso la fine del secolo, con la riscoperta dell’arte e della cultura greco-romana attraverso gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano (iniziati nel 1748), si afferma il Neoclassicismo. Questo movimento, incarnato da artisti come Jacques-Louis David, promuove un ritorno all’austerità e alla purezza formale dell’antichità, in netta opposizione agli eccessi decorativi del Rococò. L’arte diventa strumento di educazione civica e politica, in sintonia con i valori rivoluzionari che stanno emergendo. L’età moderna è dunque un arco temporale in cui l’arte si trasforma continuamente, adattandosi a mutamenti storici epocali: dalle conquiste geografiche alla diffusione della stampa, dalle guerre di religione al consolidamento delle monarchie assolute, fino ai fermenti rivoluzionari di fine secolo. Le opere di questo periodo non sono solo testimonianze estetiche, ma veri e propri documenti visivi di un’epoca in cui il mondo si allargava, la conoscenza si ampliava e l’arte diventava sempre più specchio e protagonista della storia.
Posted inBLOG
CRONACHE D’ARTE – L’ETA’ MODERNA


