FRANCESCA BELLA

FRANCESCA BELLA

Francesca, nata a Bergamo nel 1991, è un’artista che ha scelto l’arte come linguaggio privilegiato per esprimere la propria visione interiore. Dopo un primo percorso nel mondo della moda, che ha rappresentato la sua iniziale passione creativa, ha trovato nella pittura astratta e materica il mezzo più autentico per dare voce alla sua inesauribile ricerca espressiva. Il suo lavoro si fonda sull’esplorazione della materia e del gesto, attraverso l’uso di tecniche e materiali eterogenei come foglia oro e argento, gesso, das, vernici spray, acrilico e stucco. Le sue opere si costruiscono come paesaggi interiori in cui profondità, texture e stratificazioni diventano metafore di sogni, emozioni e visioni intime, capaci però di dialogare con un sentire universale. Nel 2025 ha esposto l’opera Accecata dai sogni alla galleria Dantebus di Firenze, un lavoro che rappresenta appieno il suo stile visionario e sperimentale. Nel settembre dello stesso anno parteciperà alla rassegna internazionale Art Beyond Borders, presentando tre opere inedite che segnano una nuova tappa della sua ricerca artistica, tra introspezione e sperimentazione materica. Oggi continua a vivere e lavorare a Bergamo, coltivando il suo universo creativo fatto di colori, texture e suggestioni, in un percorso che intreccia intuizione e ricerca continua.

Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è libertà di espressione. Il mezzo che mi permette di entrare in contatto con la mia parte più inconscia e trasmetterla agli altri attraverso forme, emozioni e colore.

Quali emozioni o visioni interiori ti spingono più spesso a iniziare una nuova opera?

Ho imparato a fidarmi del mio istinto. Nella maggior parte dei casi inizio a dipingere semplicemente perché ne sento la voglia e la necessità, a volte senza nemmeno avere un’idea precisa in testa. Così spontaneamente sono nati anche i miei lavori più belli.

Come ha influenzato il tuo percorso nella moda il tuo approccio attuale alla pittura?

Studiando moda ho avuto modo di assistere ad un processo creativo completo. Dal disegno di un figurino alla parte più concreta di confezionamento dell’abito attraverso la scelta di materiali, tessuti e colori. Questo sicuramente ha influenzato la mia tendenza ad usare diverse tecniche anche nell’arte e a sentire la necessità di creare delle forme materiche, oltre ovviamente all’uso del colore acrilico. Inoltre, durante i miei studi ho notato come la moda abbia spesso un collegamento stretto con l’arte in quanto molti stilisti ne prendono ispirazione per le loro collezioni.

Quale ruolo ha per te la materia nella costruzione di un linguaggio artistico personale?

Per me avere la possibilità di esprimermi con texture materiche e rilievi è un modo in più per trasmettere una sensazione. Per esempio, nei miei cuori astratti realizzati modellando il das, mi avvicino molto al mondo della scultura. L’impatto visivo e la tridimensionalità delle forme regalano diversi giochi di luce e la possibilità di avere un’esperienza sensoriale più completa.

C’è un materiale o una tecnica che senti più vicina alla tua sensibilità?

Difficilmente in un’opera tendo ad utilizzare una sola tecnica, mi piace molto abbinarne diverse ed avere piena libertà durante il mio processo creativo. Ultimamente mi piace però utilizzare le vernici spray cromate argento ed oro, anch’esse usate in modi differenti.

In che modo il sogno e l’intuizione guidano il tuo processo creativo?

Da quando dipingo ho scoperto che l’intuito mi guida in maniera molto forte, cosa che faccio molto meno durante la vita di tutti i giorni, nella quotidianità. Quando creo cerco di affidarmi completamente alle mie emozioni, all’intuito e all’impulsività senza pensare troppo, e poi, di conseguenza, viene fuori la mia arte e la mia parte più visionaria e sognatrice. 

Che significato ha per te l’opera Accecata dai sogni esposta a Firenze?

La mia opera “Accecata dai sogni” è stata realizzata in un mio momento di nervosismo e rabbia, tant’è che cancellai letteralmente una parte del lavoro che avevo fatto e iniziai a buttare sulla tela dello stucco convinta di volerla rovinare del tutto. Invece è successa la magia: proprio da quella mia rabbia è nata un’opera meravigliosa che mi ha commosso. “Accecata dai sogni” parla di una donna che vive nel suo mondo, che non vuole vedere la realtà per quello che è e che erge dinanzi a sé un muro. Un muro dorato fatto di sogni e mondi introspettivi. Il paradosso dell’opera sta proprio nel fatto che noi possiamo vedere questa donna ed ammirarla ma lei non può fare lo stesso perché è raffigurata senza occhi, con solo questo muro dorato davanti a sé. 

Cosa rappresenta la partecipazione ad Art Beyond Borders per la tua carriera?

Ogni occasione che mi si presenta la accolgo volentieri perché per me è il modo di fare conoscere la mia arte alle persone. Ho iniziato da pochi mesi, ad aprile 2025, quindi ho bisogno di farmi conoscere e far vedere i miei lavori. La prima mostra collettiva è stata a Firenze, città d’arte per eccellenza, dove ho portato l’opera ” Accecata dai sogni” . Ora sarò a Milano con 3 opere, sarà sicuramente un’esperienza diversa e sarò più vicina alla mia città d’origine che è Bergamo.

Ti senti più vicina alla dimensione intima della creazione o a quella del dialogo con il pubblico?

Parto sempre da me stessa, come se fosse una ricerca, un lavoro su di me. Ma in realtà ho bisogno di esprimermi così, è un modo per raccontarmi alle persone. Oltre all’arte ho anche la passione della musica e del canto. Ognuno ha modi diversi per esprimersi e farsi conoscere. Infatti, io a parole non sono mai stata brava. 

Come vivi la tua Bergamo nel rapporto con l’arte e la tua ispirazione quotidiana?

Vivo a Bergamo da quasi 30 anni, sono una ragazza di città. Ho sempre avuto una vita frenetica e l’arte forse è il mio “momento di pausa”. Ho bisogno di avere tranquillità e calma. Nelle mie opere, infatti, viene fuori spesso questo contrasto tra caos e ordine, tra calma ed agitazione.

Quale direzione immagini per il tuo futuro percorso artistico?

Innanzitutto, spero che questo diventi il mio lavoro a tempo pieno, e poi mi piacerebbe esporre e farmi conoscere anche fuori dall’Italia.

Descriviti in tre colori.

Sono una persona che ha mille sfumature, tre colori non basterebbero.

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