LAURA GIGANTE

LAURA GIGANTE

Laura nasce a Napoli nel 1986 e si trasferisce a Modena, dove consegue il diploma di maturità al liceo socio-psicopedagogico, per poi proseguire gli studi a Bologna al Dams e alla Galante Garrone. A diciannove anni debutta sul grande schermo come protagonista del film Albakiara, un progetto che la vede collaborare con Carlo Lucarelli, Vasco Rossi e il regista Stefano Salvati. Da quel momento intraprende una carriera costellata di interpretazioni in film di interesse culturale come Ubaldo Terzani Horror Show e Paranormal Stories di Gabriele Albanesi, La terra e il vento di Sebastian Maulucci, Mi chiamo Maya di Tommaso Agnese, Lo Scoglio del Leone di Rosario Scandura e Percoco di Pierluigi Ferrandini. Parallelamente prende parte a produzioni più commerciali come Universitari, molto più che amici di Federico Moccia e Poli opposti di Max Croci. Nel dicembre 2024 torna sul grande schermo con Bologna Brigante di Giuseppe Martone, tra i ruoli principali, mentre a ottobre 2025 sarà tra i protagonisti del film Via donna speciale diretto da Alessandro Marinaro. Alla carriera cinematografica alterna esperienze televisive e teatrali: in TV recita in L’Ispettore Coliandro dei Manetti Bros, Il tredicesimo apostolo di Alexis Sweet, L’urlo di Nicolaj Pennestri e in Un posto al sole. In teatro porta avanti una lunga collaborazione con la Fondazione Alda Fendi, partecipando a numerose performance dirette da Raffaele Curi. Interpreta inoltre Medea nello spettacolo Aqua di Nicola Valenzano e Isabella d’Aragona, duchessa di Bari, in uno spettacolo con coreografie di Domenico Iannone. Accanto a cinema, teatro e televisione, partecipa a numerosi videoclip musicali per artisti come Timoria, Salmo e Marracash, fino all’ultimo lavoro del 2025 per Inude, e a cortometraggi come Asso, tratto da un libro di Roberto Recchioni, diretto da Giovanni Bufalini. Nel giugno 2025 interpreta la protagonista di Sarà la musica, cortometraggio realizzato per celebrare il 137° anniversario della Gazzetta del Mezzogiorno, in uscita nelle sale a novembre dello stesso anno. Oltre alla carriera di attrice, porta avanti con passione il laboratorio di recitazione “Il gioco del Cinema”, rivolto a bambini, ragazzi e adulti. Insegna recitazione puntando sull’ascolto reciproco e la coesione del gruppo, trasmettendo la sua esperienza e la sua visione dell’arte come strumento di crescita personale e collettiva.

Cos’è per te il cinema?

Una fuga dalla realtà.

Quale significato ha avuto per te debuttare così giovane come protagonista in Albakiara accanto a figure importanti come Vasco Rossi e Carlo Lucarelli?

È stato come vivere un sogno trasgressivo, era ciò che desideravo da ragazzina: lavorare con Vasco. A 19 anni mi sono ritrovata a parlare della mia vita con Carlo Lucarelli e Vasco, ed è così che è nato il film Albakiara.

Come scegli i progetti a cui partecipare, tra film di interesse culturale e produzioni più commerciali?

È una domanda difficile… io non scelgo, mi lascio trasportare dal flusso della vita. Frequento spesso persone che lavorano in ambito indipendente, produzioni più umane, dove si crea una vera famiglia: un gruppo di amici che collabora dando il meglio di sé per la riuscita di un progetto.

C’è un ruolo che senti abbia segnato una svolta particolare nella tua carriera artistica?

Medea.

Quale differenza vivi tra l’esperienza cinematografica e quella teatrale?

Il cinema per me è un modo per portare sullo schermo emozioni vere, senza costruzioni. Il teatro, invece, ti porta all’emozione autentica attraverso la tecnica: è un lavoro più duro, la tua voce deve arrivare dal vivo a un pubblico. Al cinema, invece, parli a un obiettivo, ed è una dimensione più intima. Personalmente, amo molto di più il cinema.

Come descriveresti la tua collaborazione con la Fondazione Alda Fendi e il lavoro con Raffaele Curi?

Con Alda e Raffaele si è creato un rapporto lavorativo solido durato sei anni, fino a quando ho lasciato Roma. Ero la musa di Raffaele Curi. Un’esperienza magica, fatta di performance surreali.

In che modo il laboratorio “Il gioco del Cinema” arricchisce la tua esperienza personale e professionale?

Il mio laboratorio di recitazione mi arricchisce soprattutto a livello umano: lavoriamo sull’ascolto reciproco, insegno a vivere emozioni autentiche e a riportarle sullo schermo. Per me, gli occhi sono fondamentali nel cinema: da lì si capisce se un attore mente.

Quale sfida hai trovato più stimolante: interpretare personaggi storici come Isabella d’Aragona o figure mitiche come Medea?

Come dicevo, Medea è stata la sfida più grande. All’inizio, durante le prove, mi chiamavano “Meddy”, perché sembravo più una cucciola indifesa che una regina guerriera. Ma con il regista Nicola Valenzano, dopo tanto lavoro, ho tirato fuori un’energia, una forza e una rabbia controllata che mi hanno trasformata in una leonessa.

Che cosa ti affascina nella realizzazione di videoclip musicali e cortometraggi rispetto ai film?

Nei videoclip e nei cortometraggi le riprese durano pochi giorni, tutto è concentrato in tempi brevi, e mi piace questa parentesi intensa, come una scintilla. Ma soprattutto costruisco rapporti umani con le persone con cui lavoro, rapporti che spesso continuano oltre il progetto e portano a nuove avventure artistiche e personali.

Come ti prepari ad affrontare ruoli diversi, passando da commedie leggere a storie intense e drammatiche?

Adoro interpretare ruoli sempre diversi. Negli ultimi due anni mi sono ritrovata a vestire i panni di una prostituta napoletana, di un’alta borghese bolognese e di un’artista catanese. È bellissimo. Il mio studio parte sempre da qualcosa di autentico dentro di me: mi chiedo in che modo Laura sarebbe una prostituta, un’alta borghese o altro. Poi, ammetto, i ruoli drammatici sono quelli che preferisco.

Quali obiettivi artistici ti piacerebbe raggiungere nei prossimi anni tra cinema, teatro e insegnamento?

Mi piacerebbe interpretare un bel ruolo drammatico, una donna forte e coraggiosa, magari in una storia intensa come Uomini che odiano le donne. Non ho grandi obiettivi a lungo termine: sono una mamma e la mia priorità resta il benessere di mio figlio.

Descriviti in tre parole.

Divertente, intraprendente e generosa.

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