SERGIO CANNIELLO

SERGIO CANNIELLO Classe ’61, barese diplomato geometra, con studi universitari di ingegneria e poi architettura ma sfortunatamente non completati perché nel ‘90 inizio a lavorare nell’allora Sip, poi divenuta Telecom e infine Tim (in futuro non si sa) e in attesa di andare quanto prima in pensione. Un mondo quindi ben lontano dal mondo della fotografia, scoperta quasi per caso e a quasi 30 anni con una Yashica FX3 2000 ricevuta in regalo e iniziando così un percorso di scoperta, crescita e sperimentazione nella fotografia analogica. Con l’avvento del digitale e dopo aver strapazzato e quasi distrutto la Yashica, seguo un periodo di sperimentazione nell’ambito del video con una telecamera analogica Sony e successivamente passando ad uno dei primi modelli di videocamera digitale della JVC. Video e fotografia sono due mondi quasi affini e infatti, ritorno alla fotografia nel 2005, quando finalmente la fotografia digitale raggiunge una qualità paragonabile a quella analogica e scelgo di puntare sulla Nikon. Ancora casualmente conosco una ragazza che sfila per concorsi di bellezza, e da lì inizio a fotografare belle ragazze. La moda e le belle ragazze sono da stimolo, in più l’incontro con personaggi del settore non fa altro che farmi addentrare ancora di più nel mondo della moda tra sfilate e shooting fotografici. Nascono in questo periodo nuovi e interessanti amicizie e sodalizi con talentuosi fotoamatori, finché con due di essi, nel 2015, fondo l’associazione culturale Art Photography, di cui sono attualmente presidente. La mia evoluzione fotografica prosegue, così come proseguono gli studi, addentrandomi in quasi tutti i generi fotografici: dal ritratto alla paesaggistica, dallo still life alla street. Insomma non tralascio nulla o quasi. Anni fa ho scoperto la vocazione dell’insegnamento, e quindi ora insegno ai neofiti con corsi e workshop con molte soddisfazioni. Non mancano le mostre, le pubblicazioni, i riconoscimenti che fanno sempre piacere ricevere. Il futuro? Mi piacerebbe viaggiare, vedere posti meravigliosi e fotografare ciò che ora vedo solo attraverso i documentari o altre foto di viaggiatori.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗵𝗮𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮?
Ho iniziato a fotografare seriamente nel ’91 quando mi regalarono una Yashica FX3 – 2000, una reflex tutta manuale ed eccezionale per quei tempi. Sono stati i primi passi nel mondo della fotografia analogica, le prime sperimentazioni, le prime foto (belle e brutte). Negli anni 2000 è arrivata la crisi e ho abbandonato la fotografia per il video ma è durata solo alcuni anni, mamma fotografia mi ha richiamato all’ordine.

𝗟𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂’ 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗶 𝘀𝗰𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼?
Ritengo che la più bella foto mai scattata la scatterò in futuro. In tanti anni di fotografia è difficile dire qual è stato lo scatto più bello. Ci sono state foto che mi hanno dato molte soddisfazioni per gli apprezzamenti ricevuti, altre che sono state anche pubblicate su varie riviste e altre non capite come avrei voluto.

𝗟𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮?
Ritengo la fotografia una terapia, un’evasione dalla vita lavorativa ma in effetti grazie alla fotografia ho conosciuto la mia attuale moglie. Ebbene sì, devo ammettere che mi ha cambiato la vita.

𝗘𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼?
Lo scatto perfetto, inteso come scatto che piace a tutti, nessuno escluso, non esiste. Ci sarà sempre qualcuno che troverà un difetto anche alla foto che sembra perfetta. In fondo però, il pubblico non cerca la foto perfetta ma la foto che cattura, che emoziona che colpisce i nostri sensi.

𝗖𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗼 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗼? 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗶?
Non ho preferenze, ci sono foto che devono necessariamente essere a colori e altre che devono essere in bianco e nero. Tutto però parte dalla nostra mente, dalla nostra immaginazione di vedere come diventerà il nostro scatto, se dobbiamo prediligere i colori o le forme, nulla è scontato.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮?
Di iniziare con molta pazienza, umiltà, senza scorciatoie, studiando e osservando. Capire le proprie tendenze, i propri gusti, le proprie inclinazioni ma soprattutto sperimentare tutti i generi di fotografia, perché l’interazione fra i vari generi fa crescere e capire meglio cosa vogliamo dal nostro scatto e come realizzarlo.

𝗣𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗶?
Ce ne sarebbero tanti, aspetto di andare in pensione per realizzarli, almeno in parte, perché la fotografia richiede tempo, impegno ed energie.
Ci sarebbe il sogno nel cassetto: essere chiamato da qualcuno importante a cui piacciono le mie foto e che mi chiami per lavorare per lui o lei ma al momento è solo un sogno e sognare non costa nulla.

2 commenti a “SERGIO CANNIELLO

  1. Carissimo Sergio ci siamo conosciuti quasi vent’anni fa’, eravamo agli inizi degli eventi di arte e spettacolo, ho visto in te una vera figura professionale, seria e di alti principi. I risultati si vedono sempre negli anni e nella crescita che tu ben hai seminato e raccolto. L’amore e la passione per qualsiasi arte non solo nobilita se stessi ma riflettono anche per chi è vicino. Un abbraccio

  2. Ti ringrazio Maurizio, le tue parole sono sincere come la nostra amicizia. Ne è passata di acqua da sotto i ponti da quando ci siamo conosciuti, abbiamo apprezzato reciprocamente la nostra arte: tu con il bodypainting e io con la fotografia. La passione e l’impegno nonché la crescita artistica ci accomuna. Andiamo avanti così. Un abbraccio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *